KPI in ambito SEO: quali metriche misurare in fase strategica

KPI è il termine che sta ad indicare Key Performance Indicator, cioè l’Indicatore Chiave di Prestazione. Questo è un termine che viene spesso utilizzato in ambito di Web Marketing per stabilire alcuni parametri fondamentale per valutare l’andamento di un’azienda, ad esempio il numero di utenti che visitano un sito o delle conversioni, che sono considerate dai web marketer come l’indicatore principale del successo di una campagna pubblicitaria.

Esistono diverse tipologie di KPI in base al tipo di business a cui ci si riferisce, e a cosa si vuole analizzare in un determinato momento.
Una di queste tipologie è la KPI che opera in ambito SEO, che prevede alcune metriche da adottare per capire il successo o meno di un sito.
Una strategia SEO è quindi volta ad aumentare la visibilità di un sito, e quindi il suo posizionamento sui maggiori motori di ricerca.
Perché possa essere efficace, una KPI deve essere prima di tutto collegata all’obiettivo che si vuole raggiungere, eppoi essere facile da comprendere, e veloce da calcolare.
L’analisi completa della KPI può aiutare le aziende a crescere velocemente, a raggiungere gli obiettivi stabiliti in tempi brevi e soprattutto a valutare se le azioni intraprese sono efficaci oppure no allo scopo preposto.

Qual’è il compito di un web marketer

Un web marketer, per poter stabilire la strategia migliore per ottenere una KPI efficiente, deve innanzitutto stabilire gli obiettivi della propria azienda, e quelli della relativa campagna pubblicitaria. Questi obiettivi sono sia Interni che Esterni, ed affinché si abbiano le prestazioni desiderate è bene che queste due tipologie siano bene allineate al raggiungimento del risultato finale.

Il compito quindi di un web marketer è quello di riuscire ad aumentare il traffico organico sul sito dell’azienda, far pervenire nuovi clienti e riducendo i costi di acquisizione. Per fare questo deve stabilire una strategia SEO che possa portare il sito web ad occupare le posizioni migliori sui motori di ricerca.

Alla base di tutto il processo è importante stabilire degli obiettivi, precisi e misurabili. Questi possono essere suddivisi in tre macro-obiettivi che comprendono:

  • Aumento di traffico
  • Aumento di vendite
  • Aumento di visibilità del brand

Questi tre macro-obiettivi possono essere anche condivisi in un unico grande obiettivo da parte della stessa azienda.
Per effettuare le dovute analisi, e quindi aggiustare il tiro di volta in volta, gli specialisti fanno affidamento su diversi strumenti gratuiti e a pagamento.
Quelli gratuiti più utilizzati sono Google Analytics e Google Search Console, ed offrono tutto ciò che serve per analizzare al meglio i dati.
Ce ne sono poi altri a pagamento, ma a livello qualitativo non offrono nulla di più rispetto a quanto già offre Google.
Affinché le analisi KPI abbiano l’efficacia sperata, è bene però utilizzare strumenti differenti, per poter analizzare più dati possibili ed avere diverso materiale da comparare.

Se il vostro obiettivo è di ottenere maggiore visibilità con il vostro sito web dovete sicuramente rivolgervi a dei professionistri del settore. Per aiutarvi nella realizzazione dei vostri obiettivi SEO potete affidarvi a VisibilityKey.it, un’agenzia di web marketing con una lunga esperienza nel settore. Formata da due ottimi professionisti della SEO (Search Engine Optimization – Ottimizzazione per il motore di ricerca, quindi posiziomento organico sulla SERP) e della SEA (Search Engine Advertising – Pubblicità sul motore di ricerca, quindi posiziomento investendo del budget su adwords per essere visibili nelle prime posizioni della SERP).

Ci sono tante ottime agenzie in Italia che offrono servizi di visibilità online ma abbiamo deciso di proporvi VisibilityKey perché li ritieniamo professionali e professionisti in questo ambito. In base alle vostre necessità loro riusciranno a consigliarvi come investire il vostro budget nel miglior modo possibile per riuscire ad emergere online nel vostro settore/nicchia.

KPI in ambito SEO: quali metriche adottare

In fase di progetto di una strategia SEO ci sono alcune metriche KPI che bisogna assolutamente prendere in considerazione. Bisogna considerare poi due momenti che infuiscono sulle KPI, e sono il pre e il post click. In pratica prima che un sito venga cliccato e dopo l’azione avvenuta da parte dell’utente.

Per quanto riguarda la fase di pre click i fattori che influiscono sulle KPI sono essenzialmente due:

Il primo riguarda la Visibilità organica, calcolata in base alla visibilità di un determinato topic. Questa analisi viene effettuata calcolando due parametri: e cioè per prima cosa il volume di ricerca di una determinata keyword, eppoi il numero di impression che quella determinata parola riceve in un arco di tempo.
L’analisi di questi parametri può essere fatta facilmente utilizzando gli strumenti di Google Analytics (se non hai mai sentito parlare di questo strumento ti invitiamo a leggere su Wikipedia maggiori informazioni), e suddividento la ricerca in brand e no brand in modo da avere le performance di una determinata keyword per due settori differenti.

Il secondo parametro per definire una KPI efficiente è la Domain Authority, cioè l’autorità di un sito. In parole povere stabilisce la posizione che occupa il sito sui motori di ricerca.
I parametri per calcolare al Domain Authority in passato si basavano sul metodo della page rank, che prendeva in considerazione un numero variabile di fattori, il più importante dei quali era il Backlink, basato su quantità e qualità dei link che rimandavano a siti esterni, inseriti all’interno del sito stesso.
Questa metodologia al giorno d’occhi è caduta in disuso, in favore del Brand Authority, che può essere calcolta facilmente utilizzando alcune estensioni piuttosto interessanti.

Per quanto riguarda invece la SEO KPI post click i fattori che influiscono sull’analisi sono acquisition, behavior e conversions.

Acquisition

È un parametro che aiuta tantissimo ad analizzare il tipo di traffico approdato sul sito, la tipologia di utenti. Attraverso validi strumenti quali Google Analytics è possibile valutare le Sessioni (cioè gli utenti che compiono azioni sul sito), gli Utenti, le percentuali di nuove sessioni, il Device (che viene calcolato sia in ambito brand che no brand), ed infine la percentuale di traffico organico.

Behavior

Cioè il comportamento che ogni nuovo utente ha una volta approdato sul sito. Questo fattore è infatti calcolato in funzione della qualità del traffico, e i parametri che si devono considerare in questo caso sono:

  • Le pageviews per ogni sessione (quante volte una pagina viene visualizzata dallo stesso utente)
  • Il tempo speso da ogni utente sul sito
  • La bounce rate – è un parametro che individua gli utenti che abbandonano il sito dopo pochi secondi dalla visualizzazione di una sola pagina dell’intero sito).

È bene specificare che tutti questi parametri devono essere calcolati insieme, affinché i dati in possesso siano chiari e completi. Presi singolarmente potrebbero restituire una visione sfalzata e poco chiara delle performance del sito.

Conversions

È una metrica che definisce alcuni obiettivi importanti raggiunti dalla pagina, in definitiva indica quali azioni sono state compiute dagli utenti che sono diventati possibili clienti.
Ciò che va analizzato riguarda:

  • Il Page goal value (cioè gli obiettivi che il sito deve raggiugere)
  • Le conversioni o le lead
  • La Convertion Rate (indica la percentuale di conversioni sul sito)
  • Il Carrello medio
  • Il CLFV (Customer Life Time Value) che stabilisce quanto tempo ogni singolo utente passa sul sito
  • Il CPA

Conclusioni

La giusta strategia SEO e la valutazione delle KPI forniscono gli strumenti adeguati per il successo di un’azienda. Valutare i dati in possesso fornisce inoltre un indicatore della direzione che si sta prendendo, aiutando ad aggiustare il tiro la dove la strategia adottata non dovesse portare i risultati sperati.